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L'arte applicata alla illustrazione

Il viandante e l'eterno

Appartenente a una delle più illustri casate lombarde, il conte Emanuele Castelbarco Pindemonte unì alla sua eredità aristocratica una sensibilità artistica poliedrica, dedicandosi con uguale passione alla poesia e alla pittura. Fu anche animatore del mondo culturale del suo tempo, guidando la casa editrice Bottega di Poesia, crocevia di intellettuali e sperimentazioni letterarie.

Nella sua produzione poetica, caratterizzata da un estetismo post-romantico, spicca la raccolta Il viandante e l'eterno. Conoscente di Giandante X, che forse ispirò il titolo della raccolta, Di Castelbarco scelse alcune immagini caratteristiche della produzione degli anni venti dell'artista.

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L'impegno per la stampa politica  

"Il Comunista" e "Il Fanciullo proletario" 1921 - 1922

«Il Comunista», quotidiano e organo centrale del Partito Comunista Italiano, iniziò le pubblicazioni nell’ottobre del 1921, proseguendo la numerazione dei due giornali precedenti: il settimanale di Imola, organo della Frazione Comunista del Partito Socialista (1920-1921), e il bisettimanale milanese, organo centrale del Partito Comunista d’Italia, Sezione della Internazionale Comunista (1921).

La direzione del giornale fu affidata a Palmiro Togliatti, che ne ricoprì anche il ruolo di redattore capo dopo aver lasciato, nell’estate del 1921, la redazione de L’Ordine Nuovo. Sotto la sua guida operava una piccola redazione improvvisata, sostenuta dalla collaborazione di alcuni membri dell’Esecutivo del partito. Le vignette e le caricature pubblicate sul giornale furono inizialmente realizzate e firmate da “Fibbs”; successivamente da “Rebelle” e “Pisacane”, pseudonimo di Giandante X.

 

Giandante collaborò inoltre come illustratore a «Il Fanciullo proletario», giornalino per ragazzi che nel 1922 iniziò a circolare clandestinamente come organo di collegamento dei primi gruppi infantili socialisti. La pubblicazione, curata da Gastone Sozzi, aveva finalità più agitatorie che educative. L’impegno di Giandante nel giornale, anche se il suo nome non viene esplicitamente menzionato probabilmente perché è possibile che abbia scelto di non firmare fumetti e illustrazioni, è testimoniato da Aurenti, che conobbe Giandante durante un periodo di carcerazione a San Vittore.

L'esperienza all' "Unità" 1924 - 1926

Tra il 1924 ed il 1926 Giandante X collaborò con il giornale de l'Unità con illustrazioni propagandistiche caratterizzate da uno stile dalle linee decise e figure stilizzate in linea (o per meglio dire in anticipo) con il nascente gusto razionalista italiano con un uso espressivo del nero e marginalmente del rosso. 

Oltre alla semplice propaganda per il Partito Comunista e il sostegno alla raccolta fondi per il giornale, analogamente a quello che nello stesso periodo stava facendo Mario Sironi sul fronte opposto al Popolo d’Italia, le grafiche di Giandante X veicolavano un messaggio più profondo: l’arte come strumento di risveglio collettivo, incitamento alla lotta contro l’oppressione, esortando i lavoratori a unirsi per una società libera dalle divisioni di classe. Scene idealizzate, che rappresentano i valori di purezza dell'ideologia e dei sentimenti del popolo lavoratore e di ribellione contro l'oppressore che assumono il valore di testimonianza dello spirito indomito di Giandante che, come altri artisti di quel periodo, credevano con la propria arte di poter cambiare in meglio la società. La sua visione andava oltre l’impegno politico immediato, toccando una dimensione quasi filosofica: per lui, il compito dell’arte era trascendere l’individualismo, elevando la coscienza verso un ideale universale. Le sue illustrazioni non denunciavano solo le ingiustizie del sistema, ma proponevano una rigenerazione dell’uomo stesso, in cui il progresso materiale si intrecciasse a una trasformazione interiore. Il comunismo, in questa prospettiva, diventava non solo una dottrina sociale, ma un mezzo per realizzare un’umanità più alta, unita da una morale condivisa.

Si ringrazia A. Capozza per le preziose ricerche relativamente al periodo ed al lavoro di Giandante X all'Unità, raccolte nel volume: "Immagini contro: le illustrazioni di Giandante per l'Unità, 1924-1926", ready-made, 2012

Giandante X -illustrazione per Unità - promozione del giornale.jpg
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Fiamme che ardono sempre (Ettore Sciorilli)

Ettore Sciorilli era un rappresentante di commercio degli inizi del primo decennio del Novecento, ma anche un poeta e scrittore che aderisce al Manifesto del movimento Futurista. Scrive prose liriche che pubblica in proprio; nel 1917 dà alle stampe l’opera dal titolo “More di fratta” a cui fanno seguito “Riverberi di una coscienza in catene” nel 1919 e “Fiamme che ardono sempre” nel 1920. La prima pubblicazione e la terza sono stampate con i tipi dello Stabilimento Tipografico A. Volonterio Succ. Pianezza e Ferrari di Busto Arsizio.

Giandante realizza cinque disegni per “Fiamme…” – con il nome di Dante Pescò - che illuminano su come il cosiddetto Biennio Rosso (caratterizzato dagli scioperi che portarono all’occupazioni armata di siti industriali sia a Torino che Milano nel 1920 e alla nascita degli Arditi del Popolo a cui Giandante aderì prima di fondare egli stesso la setta delle Cappe Nere) abbia influito sulla evoluzione della sua opera che lascia a poco a poco gli stilemi wildtiani e vicine all’art decò per un espressionismo che ben rappresentava il clima del periodo. Ben lo spiegano le parole di Jacopo Galimberti: "Una tavola del libro raffigura un uomo ferito e mutilato che sta vagando senza meta. Questo timbro inquietante raggiunge il culmine nell'immagine successiva. Sullo sfondo di una notte stellata, una donna seduta e maestosa allatta due bambini, ma la sua espressione vitrea è quella di un androide, e tiene in mano un fascio littorio (simbolo del Fascio di Combattimento). Il liquido scuro che gocciola sul suo corpo suggerisce che un atto raccapricciante possa essere stato commesso contro i bambini. La nazione – la donna sembra essere una variazione dell'allegoria di Honoré Daumier de "La Repubblica" – sembra massacrare i suoi figli”.

Illustrazione per Fiamme di Ettore Sciorilli 1920.jpg
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 Colori per le poesie di Salvatore Cacciola

Le opere di Giandante X sono state spesso utilizzate per "colorare" le pagine di libri e pubblicazioni. Ne è un esempio questo volume di poesie, di Salvatore Cacciolla, pubblicato nel  2007. La scelta è caduta su degli encausti ricchi di colore degli anni 60/70 raffiguranti volti, che sono ritratti di sentimenti, che accompagnano le composizioni poetiche.

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