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LA FORMAZIONE E L’ISOLAMENTO

IDENTITÀ SOSPESA

(1899 – 1919)   

Nel panorama dell’intelligenza di un paese, c’è sempre qualcosa di più importante degli uomini celebri e delle scuole: è l’artista solitario, al quale i critici non si interessano, e che il pubblico ignora.”

Edoardo Persico

Giandante X fu per fascismo e monarchia un anarchico, per i comunisti un compagno, per i repubblicani spagnoli un miliziano delle Brigate internazionali, per lo stato francese uno “straniero indesiderato”, per la Resistenza un partigiano.

Si unì di volta in volta al compagno più vicino.

Infine, fu sempre solo.

 

Nasce a Milano nel 1899 in una famiglia agiata, ma segnata da una rigidità che alimenta in lui una indole solitaria e introspettiva. La lettura diventa rifugio e formazione, mentre cresce una sensibilità acuta contro tutto ciò che è oppressione e costrizione.

 

Giovanissimo, sviluppa una vocazione artistica, che si scontra con l’ambiente familiare.

 

Nel 1916 lascia la casa paterna e tronca ogni relazione con la famiglia. Vive una vita indipendente e precaria, che forma la sua “scorza” solitaria e anarchico-individualista, mentre completa il percorso di autodidatta che lo porterà a vent’anni a diventare architetto e filosofo: un percorso che segnerà per sempre la sua visione, fondata sull’idea di arte come necessità etica prima ancora che estetica.

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